1 novembre 2008

Così


Non so più bene cosa scrivere in questo blog. Mi sono iscritto a Facebook ma è stato un po' come tradire il povero msn, ormai quasi deserto. E' caruccio facebook, ma non ha le emoticon della scimmia che si pettina, del panda che salta sopra la pancia di suo padre e di pukka che cavalca un mulo, perciò non potrà mai essere all'altezza di messenger. Però, sì, è bello perchè si riescono a rintracciare vecchi amici. E' vero che lo si può fare anche di persona o per telefono, ma così è più soft, meno invadente. Ieri, cambiando discorso, ho fatto dei comunicatini stampa ed ho imparato la storia dell'estate di San Martino, il periodo autunnale di clima innaturalmente mite che in America chiamano "estate indiana". San Martino era un soldato romano nato in Pannonia (più o meno l'attuale Ungheria). L'11 novembre 316 (era una domenica, l'ho scoperto qua) stava camminando sotto il nevischio avvoltolato nel suo mantello militare quando vide un vecchio seminudo, inerme di fronte alle intemperie. Impietosito, Martino tagliò in due il mantello e ne diede metà al vecchio. Poi proseguì il cammino, anche se con solo metà coperta il gelo iniziava a farsi sentire. Dopo pochi istanti le intemperie cessarono di colpo, il cielo si aprì e l'aria divenne tiepida. Era nata la prima estate di San Martino, per ringraziare il soldato del suo gesto di carità. Qui nella mia provincia dal 9 all'11 ci saranno almeno un paio di feste di San Martino. Il piatto tipico saranno i borlenghi, delle crepes dal sapore delicato come tutti i piatti reggiani. Sono a base di cotenna di maiale, lardo ed aglio. Sapete perchè la Pannonia aveva un'economia florida? Perchè d'inverno era la maggior esportatrice in Lettonia. D'estate invece aveva più difficoltà perchè i lettoni si servivano soprattutto dal reame di Lenzuolonia. Mi è venuta in mente ieri, alla sesta ora di vigilanza. Poi basta direi. So che sto diventando un po' noioso ma non mi va più tanto di fare il semo come prima. Sto maturando un pochino (succede, a noi adolescenti), però non riesco a rimpiazzare la giocosità adolescenziale con un po' di spessore intellettuale. Quindi divento semplicemente noioso. Però in compenso non sono più vittimista. Bah

5 commenti:

Anonimo ha detto...

cioè...io sono devota a un santo ungherese? mi sto sentendo male.........

Unknown ha detto...

Sapevo che San Martino, dopo aver dato metà mantello al poveretto, ne incontrò un altro, a cui donò la seconda metà del mantello... solo a quel punto uscì il sole... poi boh!

Paco ha detto...

non so, io ho trovato la storia raccontata così, però magari ci sono diverse versioni.
Beh, volevo dire che mi sono riletto ed il finale di questo post forse è un po' troppo vittimistico ed antipatichello, però va bè, ormai l'ho scritto. E poi più o meno le cose stanno proprio così, perciò boh

Unknown ha detto...

http://www.paginecattoliche.it/L_estate_di_San_Martino.htm

Max_am ha detto...

:O = :D + :C
La vita per certi versi procura sempre stupore. E' l'esistere che è stupefacente x se stesso. Un cocktail di gioia e di tristezza: nel mio shaker spero non entri mai l'indifferenza :|.
Perciò caro Pakus ironicus crostolatio, nella mia formula iconica, i tuoi post, anche quelli meno spumeggianti, mi hanno spesso procurato le D di Domodossola per contrastare le C di "Cheppalle" che accumulo da altre parti.
Ecco.
Così.