2 maggio 2011

Gita a Banzola


Una delle cose che mi rendono così elegante è la camminata da papero, una caratteristica fisica che al mondo possediamo solo io, Paperino, John Wayne e il fonico Cattini. Questa postura dei piedi ha però un effetto collaterale quando si va in bici, visto che produce una pedalata sgangherata che pian piano mina il perno centrale dei pedali. Oggi ero partito per andare a fare un giro a Banzola, in collina, ma alla prima salita mi sono accorto che la ruota dietro toccava il telaio ad ogni pedalata. Così ho dovuto fare quasi dieci chilometri di salita a piedi: da Pecorile a Paderna e poi da Banzola a Sordiglio e da Sordiglio a Paullo. Volevo andare a Banzola perché su un libro ho letto che nell'autunno 1944 un bombardiere americano soprannominato "Leydale" si schiantò contro una collina nei pressi di quel paesino. L'aereo era andato a bombardare un ponte utilizzato dai tedeschi ad Ostiglia, sul Po tra Mantova e Reggio. Colpito dalla contraerea nazista, il velivolo aveva perso pian piano quota e si era diretto verso sud, nel tentativo di tornare nella zona liberata al di là degli Appennini. Arrivati alle prime colline, gli uomini a bordo capirono però che non sarebbero mai riusciti a riportare l'aereo ad una quota utile per scavalcare i monti. Così cercarono di lanciarsi tutti con il paracadute. Il pilota volle rimanere ai comandi per mantenere il velivolo in un assetto che permettesse agli altri di lanciarsi. Quando l'ultimo dei suoi compagni si fu lanciato le colline di Banzola erano ormai troppo vicine. Morirono in due: il pilota nello schianto dell'aereo; e un altro pilota gravemente ferito dalla contraerea tedesca, che si era lanciato ma non era riuscito ad aprire il paracadute. Se ricordo bene tutti gli altri soldati a bordo si salvarono: alcuni vennero catturati, altri furono aiutati dalla popolazione e poi dai partigiani, tutti sopravvissero alla guerra. Sembra che sul luogo dell'impatto dell'aereo con la collina si sia formata una depressione ove l'acqua piovane giace per più tempo, cosicché solo lì in primavera nascono dei fiorellini gialli. Volevo trovare proprio quella macchia di fiori gialli, ma naturalmente non ci sono riuscito. Le indicazioni del libro non erano precisissime: "a lato della strada tra Pecorile e Banzola, in un campo che forma un anfiteatro naturale". Di strade che collegano quei due paesi ce ne sono due e quasi sempre ai lati della strada si aprono delle vallate che sembrano anfiteatri naturali. Perciò niente, sono tornato a casa senza aver trovato il luogo. Però ho fatto queste foto: la vallata sotto Paderna, un gatto in lontananza (tanto che non si vede), un bruco, un'altra vallata con in fondo il castello di Rossena, un cavallo che mi guarda rapito, degli alberi.