30 giugno 2011

Hotel Emilia


La mia rivista preferita si chiama Hotel Emilia. Si può prendere solo in abbonamento ed esce ogni due mesi. Visto che uno dei collaboratori della rivista è al 50% un professorino e al 50% uno sborone, si trovano sempre delle notizie etimologiche che interessano solo a me. Eccone un po' che ho imparato ultimamente: l'aglio si chiama così perché in lingua celtica "alliu" significava "bruciante". Lo scalogno, un bulbo simile alla cipolla, veniva coltivato anche nell'orto di Carlo Magno e si chiama così perché secondo la tradizione proviene dall'antica città di Ascalon, in Giudea. Pennabilli, comune appenninico riminese (ma fino a due anni fa era in provincia di Pesaro), è l'unione delle frazioni di Penna e di Billi. Mondaino, in provincia di Rimini, si chiama così perché il monte sul quale sorge era popolato dai daini (mons dainorum), mentre una grande pineta che un tempo pullulava di cervi ha dato il nome a Cervia. La parola 'asino' invece deriva dall'ebraico e voleva dire "camminare lentamente a piccoli passi". E ci sono tante tante altre notizie, interessanti quasi come queste, che potete leggere solo su Hotel Emilia.

2 maggio 2011

Gita a Banzola


Una delle cose che mi rendono così elegante è la camminata da papero, una caratteristica fisica che al mondo possediamo solo io, Paperino e John Wayne. Questa postura dei piedi ha però un effetto collaterale quando si va in bici, visto che produce una pedalata sgangherata che pian piano mina il perno centrale dei pedali. Oggi ero partito per andare a fare un giro a Banzola, in collina, ma alla prima salita mi sono accorto che la ruota dietro toccava il telaio ad ogni pedalata. Così ho dovuto fare quasi dieci chilometri di salita a piedi: da Pecorile a Paderna e poi da Banzola a Sordiglio e da Sordiglio a Paullo. Volevo andare a Banzola perché su un libro ho letto che nell'autunno 1944 un bombardiere americano soprannominato "Leydale" si schiantò contro una collina nei pressi di quel paesino. L'aereo era andato a bombardare un ponte utilizzato dai tedeschi ad Ostiglia, sul Po tra Mantova e Reggio. Colpito dalla contraerea nazista, il velivolo aveva perso pian piano quota e si era diretto verso sud, nel tentativo di tornare nella zona liberata al di là degli Appennini. Arrivati alle prime colline, gli uomini a bordo capirono però che non sarebbero mai riusciti a riportare l'aereo ad una quota utile per scavalcare i monti. Così cercarono di lanciarsi tutti con il paracadute. Il pilota volle rimanere ai comandi per mantenere il velivolo in un assetto che permettesse agli altri di lanciarsi. Quando l'ultimo dei suoi compagni si fu lanciato le colline di Banzola erano ormai troppo vicine. Morirono in due: il pilota nello schianto dell'aereo; e un altro pilota gravemente ferito dalla contraerea tedesca, che si era lanciato ma non era riuscito ad aprire il paracadute. Se ricordo bene tutti gli altri soldati a bordo si salvarono: alcuni vennero catturati, altri furono aiutati dalla popolazione e poi dai partigiani, tutti sopravvissero alla guerra. Sembra che sul luogo dell'impatto dell'aereo con la collina si sia formata una depressione ove l'acqua piovane giace per più tempo, cosicché solo lì in primavera nascono dei fiorellini gialli. Volevo trovare proprio quella macchia di fiori gialli, ma naturalmente non ci sono riuscito. Le indicazioni del libro non erano precisissime: "a lato della strada tra Pecorile e Banzola, in un campo che forma un anfiteatro naturale". Di strade che collegano quei due paesi ce ne sono due e quasi sempre ai lati della strada si aprono delle vallate che sembrano anfiteatri naturali. Perciò niente, sono tornato a casa senza aver trovato il luogo. Però ho fatto queste foto: la vallata sotto Paderna, un gatto in lontananza (tanto che non si vede), un bruco, un'altra vallata con in fondo il castello di Rossena, un cavallo che mi guarda rapito, degli alberi.

29 dicembre 2010

Elliot il drago


Ho trovato su youtube il film intero di Elliot il drago invisibile, in inglese. L'avevo visto una sola volta, più di trent'anni fa, ed era il mio secondo film preferito della Disney dopo Red e Toby. Mi è sembrato piuttosto diverso da come era rimasto nella mia memoria. Ad esempio non ricordavo assolutamente che fosse un musical: gli attori cantano (purtroppo: a me i musical non piacciono) per almeno metà del tempo. Però ci sono comunque delle cose belle: i colori della sigla iniziale, Elliot, l'ambientazione iniziale tipo Tom Sawyer (anche se poi si scopre che il paesino è sull'oceano nel nord-est degli Usa) e anche l'interpretazione del cattivo, che mi ha ricordato un po' Jack Sparrow di Pirati dei Caraibi. Il ragazzino protagonista si chiamava nella vita reale Sean Marshall e smise di fare l'attore tre anni dopo. Di lui si sa molto poco. Ha studiato alla Stanford University ed ottenne un posto di amministratore del sistema informatico di una azienda importante di Albuquerque. Abbandonò quel lavoro nel 2000, per problemi di salute. Una sua collega ha raccontato che portava lunghi capelli rossi raccolti a coda di cavallo ed occhiali da vista; se qualcuno gli chiedeva se era il Pete del film del drago lo ammetteva, ma per primo non lo diceva mai. Non si sa come stia adesso e cosa faccia. Anche di Elliot si sono perse le tracce, dopo quel film non lavorò più per il cinema.
Dalla scena nella quale Pete ed Elliot giocano a tris sulla pancia di Elliot ho anche imparato che nei paesi anglosassoni il gioco del "tris" si chiama "tic-tac-toe". Lo giocano anche in certi Casinò, ma siccome è impossibile vincere contro un giocatore appena appena esperto i gestori danno la possibilità di giocare contro delle galline ammaestrate, dette chick-tac-toe.

24 dicembre 2010

Regalo di Natale 2010


Molte persone volevano sapere quale era stato il regalo di Natale che avevo ricevuto. Eccolo qua: una casetta per uccellini (in particolare per gli scriccioli, anche se non vivono nella mia zona). Bello.

22 dicembre 2010

L'organizzatore di eventi culturali


Sono diventato un "organizzatore di eventi culturali". Il lungo corso al quale ho partecipato è finito, dopo quasi nove mesi. Io ho fatto un po' schifo in ogni cosa. Nello stage sono stato un disastro, nell'esame scritto sono andato così così, l'esame orale è stato molto semplice. Non credo che avrò un futuro in questo campo, ma sarebbe bello se qualcun altro del gruppo continuasse. Al corso abbiamo partecipato in 19, tutti promossi: Alice, Alida, Andrea, Andrea, Andrea, Annalisa, Antonella, Arianna, Chiara, Chiara, Diego, Fulvio, Giambattista, Giulia, Isabella, Marco, Maria, Marzia, Silvia.