17 dicembre 2008

Kindertheater


Ieri mattina in teatro c'era uno spettacolo per bambini. Era tratto da Rodari e si basava sul gioco delle ombre, delle luci e delle trasparenze. Dev'essere davvero difficile costruire un buono spettacolo per i bambini perchè dev'essere molto difficile capire cosa è giusto offrire loro. I bambini ridono per un nonnulla e spesso per cose che non volevano nemmeno essere umoristiche; ma il difficile non è farli ridere, sensazione piacevole quanto passeggera, bensì capire cosa li colpisce in profondità; credo che spesso nemmeno loro sappiano cosa li ha toccati depositandoglisi dentro e magari se ne accorgono solo anni dopo, passando davanti all'Ariosto sul tubolare con la marmitta truccata e ripensando di colpo a quella lontana mattina in teatro. Perciò dev'essere davvero raro terminare uno spettacolo per bambini con la sicurezza di aver costruito qualcosa di buono. Io credo che nemmeno gli attori e le maestre abbiano mai una solida idea di quanto uno spettacolo sia stato davvero efficace. A me piacerebbe molto crearne uno (anche uno per adulti, del resto). L'ho già detto mille volte, lo so. Ma mi piacerebbe davvero provarci. Non pretendo di raggiungere i livelli de "I due succhini", naturalmente, peccherei di ubris e di presunzione a volerlo, mi basterebbe raggiungere quelli di un Cechov, di un Tasso o di uno Shakespeare. (la foto non c'entra niente ma non sapevo quale mettere e mi piace molto, con questo gattino bianco che osserva tranquillo ventidue tassi. Fotomontaggio? Secondo me sì)

11 dicembre 2008

Il barbiere di R.Emilia


All'età di 37 anni Gioacchino Rossini, l'autore de La gazza ladra e Il barbiere di Siviglia, smise di pubblicare opere. Si ritirò nella campagna parigina con le sue mogli (prima Isabella Colbran poi, dopo che lei morì, Olympe Pellissier; erano entrambe cantanti liriche) e lì visse per quarant'anni senza più fare praticamente niente (in che modo non lo so, forse c'erano già allora i diritti d'autore e lui viveva agiatamente con quelli). Nella vita degli uomini (dei maschi in particolare, intendo) c'è un periodo di creatività coincidente con la giovinezza, durante il quale si mettono in campo fantasia e determinazione per inseguire i propri sogni, per costruire il proprio futuro e, diciamo così, per mettere in mostra le proprie doti al fine di convincere un'esemplare femmina delle proprie qualità. Poi subentra un periodo di quiete, più o meno la mezz'età, durante il quale semplicemente si amministrano e si godono i risultati raggiunti. Il problemone è che io sono entrato già da un po' in questa seconda fase ma non ho nessun risultato da amministrare o godere e, men che meno e naturalmente, sono mai riuscito a convincere qualcuna delle mie qualità. Però non mi va più di star lì a cercare di creare qualcosa, vorrei solo stare tutto il giorno sul laghetto delle nutrie a non far niente. E questo non è possibile, perchè non ho costruito le basi per renderlo tale. Comunque va bè, era solo una cosa che mi era venuta in mente l'altro giorno leggendo la vita di Rossini, in realtà sono comunque stato fortunato. Niente laghetto delle nutrie e niente Olympe Pellissier, ma fa lo stesso.

10 dicembre 2008

Pack attack!


Sono come il Grinch, per tutto l'anno detesto i lavori manuali perchè sono imbalsato ma in questo periodo l'atmosfera di Natale si insinua nel mio cuore trasformandomi in un piccolo Giovanni Mucciaccia. Pur fra mille pocci ieri ho fatto un calendarietto per il 2009. Eccone quattro immagini in anteprima: gli strumenti di lavoro (si vedono anche la coccoina, la sparabuchi e il sussidiario delle superiori per tenere schiacciati i fogli), i foglietti sparsi, la copertina e il calendarietto finale (sullo sfondo Marsilio Ficino, Botticelli, Ionesco e Mozart per fare un po' il fenomeno). La coccoina era in scatolina con il pennellino; erano quasi 30 anni che non la usavo in questa versione classica, perciò ogni foglietto alla fine è arrivato a pesare sei etti perchè ho calcolato male la quantità di colla necessaria. Comunque sono abbastanza facili da fare (e personalizzare), se per caso qualcuno vuole la "base" (in formato powerpoint) sarò contento di spedirgliela.

7 dicembre 2008

Fontane


Ho trovato delle belle foto di Reggio in giro per la rete: queste e queste. Ieri c'è stata l'inaugurazione della nuova fontana davanti al teatro municipale, ma non ci sono andato. Queste forme architettoniche moderne con le quali stanno cercando di ricaratterizzare la città non mi piacciono. I giochi di luce della fontana sono belli, ma la fontana in sè ed il disegno della piazza non tanto, secondo me; sembrano un po' delle cose razionaliste alla Speer. La fontana vecchia (foto sopra) appariva un pochino da quartiere periferico di paesino di provincia, ma era simpatica. Quella nuova di bello ha che i bimbi possono andarci dentro a giocare, di brutto che è senza erba in una piazzona già priva di verde. E, tanto per fare una brontolata unica, aggiungo che anche le "Vele", ponti autostradali disegnati dall'architetto Calatrava ed inaugurati circa un anno fa con l'ambizione di divenire il simbolo della città, proprio non mi piacciono. Forse è la classica debolezza da vecchio bronotlone che critica a priori le novità, però le vele proprio non le apprezzo e le ho vissute come una prepotenza degli amministratori. Magari ci affezioneremo anche noi reggiani ai nostri ponti moderni, così come i parigini si sono affezionati alla torre Eiffell e gli abitanti di Springfield alla loro montagna di penumatici in fiamme: ma per abitudine, solo per abitudine. Comunque sia, sarebbe bello se mettessero una webcam sulla piazza della nuova fontana, tanto per poterla vedere ogni tanto anche da casa. A Reggio in pratica esiste una sola webcam, sulla piazza del Duomo. E poi ce ne sono altre puntate sulle montagne.

3 dicembre 2008

Drei moren


Stamattina è stato bello perchè in turno in teatro c'erano i tre vecchi delle maschere di Artù (così si chiama la nostra cooperativa). Lo spettacolo non l'ho visto, era uno spettacolo per bambini intitolato "Pigiami" ed era la storia di due bambini che nella loro camera da letto volano con la fantasia inventandosi giochi (un po' come Gianni e Michele in Peter Pan). Delle volte mi viene voglia di scrivere degli spettacoli per bambini, ma a parte il fatto che non faccio poi mai niente delle cose che mi viene in mente di fare non sarei mai capace di tenere desta l'attenzione e di suscitare la simpatia dei bambini. E la simpatia degli attori spesso nel teatro per bambini è più importante della qualità della storia. Quando una volta da bimbo ero andato in gita a Linz avevo albergato nell'hotel Drei Moren, che pensavo volesse dire "Tre vecchi" (così mi avevano detto allora) e invece vuol dire proprio "Tre mori" e si scrive "mohren", però ormai mi piaceva come titolo di questo post.
Pigiami (Ariosto, 3/12): Annalisa A, Io, Roberto.
Io me ne frego (Ariosto, 4/12): Annalisa A, Io, Luca, Roberto.