
Quest'anno i teatri di Reggio Emilia hanno già ospitato diversi spettacoli che è valso la pena vedere. I miei tre preferiti sono stati:
1) L'occasione fa il ladro. Opera lirica di Rossini in un solo atto. Giuliano V. l'ha definita "un gioiellino". Nella buca la giovane orchestra de La Scala di Milano. Come sempre le parti solo suonate mi sono piaciute molto più delle parti cantate, ma sono riuscito ad avvicinarmi un po' di più a queste ultime.
2) La Simon Bolivar Orquesta di Caracas. Hanno suonato Berlioz e Stravinsky.
3) Cochi e Renato. "Finché c'è la salute", spettacolo molto carino. Cochi va dal barbiere, che gli chiede come vuole essere pettinato. Renato: "i capelli li vuole indietro?". Cochi: "noo, li tenga pure". La comicità semplice ma surreale e intelligente di Renato Pozzetto, secondo me sottovalutato dalla critica a causa dei film facili e popolari interpretati negli anni '80. Fuori dal teatro c'era anche una nebbiona che ha dato più calore all'aura nostalgica dell'evento (molti degli spettatori erano bambini o ragazzi quando Cochi e Renato erano all'apice del successo) e che sembrava scesa apposta per "Nebbia in val Padana".
Poi ci sono state altre cose piuttosto belline, come "La mia vita con gli uomini e altri animali" di Maria Cassi, l'orchestra da camera di Mantova, il concerto del pianista Lucchesini e, per alcuni aspetti, il musical "Happy days".
Ultimo nella mia classifica, "Il velo nero del pastore".
0 commenti:
Posta un commento