21 luglio 2011

BC3 - L'uomo che salvava le api


La salita di Montalto è una di quelle che faccio più raramente. E' corta e lontana da casa, perciò la sproporzione fra i tanti km di viaggio e i pochi km di salita non fa venire molta voglia di affrontarla. Per essere carina comunque è carina: poco più di un chilometro, piuttosto dura, su una stradina poco trafficata (non è raro farla tutta senza incontrare neppure una macchina) e in mezzo a un paesaggio un poco insolito. All'inizio si vedono infatti strane formazioni rocciose, con spuncioni arrotondati che emergono da una parete priva di vegetazione. Secondo la mitologia degli antichi abitanti del luogo, i galli cimbri, essi erano formazioni di arenaria basaltica raffreddatesi durante il periodo wurmiano e modellate nel corso dei secoli dagli agenti atmosferici. Dopo i primi due tornanti però queste strane formazioni rocciose scompaiono; a fianco della strada inizia a correre un bel boschetto, non molto fitto ma capace di gettare un po' d'ombra frastagliata dal sole sulla strada. A metà salita si incontra il Parco Matildico, dove non sono mai stato ma che sembra piuttosto grazioso, soprattutto per la presenza di un laghetto (foto sopra, con tre papere che attendono il ferry boat). Nell'ultimo tratto, come sul Mont Ventoux, gli alberi scompaiono e lasciano posto ai prati. E dopo appena 1,2 km di salita si scollina a Regnano. Stamattina ne ho approfittato per visitare per la prima volta il Parco delle Salse, che si trova dietro alla piazzetta di Regnano. Le salse sono eruzioni di fango caldo (o bollente?), con crateri dal diametro di dieci-trenta centimetri. Non so se sono stato fortunato o se è normale ma ne ho trovata una attiva. Produceva delle pigre bollone di fango dicendo "bluobb, blob, blooob". E' stato bello. Poi quando sono arrivato ad Albinea, dopo una discesa di otto km, mi sono fermato a bere alla fontana e ho visto un'ape che stava annegando (quella fontana è sempre piena di api che succhiano l'acqua, non so perché); l'ho raccolta con una foglia e l'ho messa all'asciutto. E lei se ne è stata lì un po' scombussolata ad asciugarsi le antenne con le zampe davanti. E' stato bello anche quello. Purtroppo non avevo la macchina fotografica perché consuma un sacco di pile, perciò non ho fotografato né le rocce, né le salse, né le api.
Lunghezza: 1,15 km
Pendenza media: 9%
Difficoltà: ##
Record: 5'26"
Record stagionale: 8'34"

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